
Me l’aveva detto la mamma, che un giorno me ne sarei pentita.
Che le donne nude non si devon guardare.
E tantomeno tatuare sulla caviglia.
Ma finchè non si son smagliate le calze... io no, non ho voluto ammetterlo.
E sul momento, cosa rimaneva fare? Un incrocio da ballerina incerta, e nient'altro.
E soltanto, per nasconderlo alla meglio
E comunque, gli sguardi non erano certo per me.
Ma per la terza zolla, ormai in caduta libera.
Butta la rosa.... butta la tua rosa...e mi raccomando, centra la bara!
Io ho fatto cenno di sì con la testa.
Me l’aveva detto la mamma.
E poi mi son data slancio, per non sbagliare.
Ma la rosa, forse lei mi conosceva davvero, lei devia e rimbalza, e si perde nella terra.
Peccato, perchè era andato tutto liscio.
Era solo l'omelia a farmi paura.
Parole impastate di non so nemmeno cosa: un misto di lacrime, retorica e gorgonzola della festa di paese.
E poi, i pezzi di mia cugina montati assieme, un po’ a caso.
Buona!, ha muggito don Nutini.
Sì, che lo era.
Bella come un angelo!
Beh.
Oddio.
(Come un angelo?)
(Ma da circa due lustri, si sa, don Nutini sfoggia occhiali doppi e una frangetta notevole)
E piena, piena di amici! Circondata solo da persone che le volevan tanto bene!
Davvero antipatico, quando la saliva ti va di traverso, quando sceglie percorsi alternartivi, quando parte per la tangente.
Ho cercato, per due minuti buoni, di richiamarla all’ordine, di impedirle di sterzare.
Ma nulla, nulla da fare.
A me le bugie fan tossire.
Me l’aveva detto la mamma.
Ma io ho continuato.
A fingere, a scagliare fiori, a pensare.
Caso di suicidio, hanno detto, e subito archiviato.
Ed io ho continuato.
A fingere, a sgocciolare acqua santa, e a pensare.
Che no, non avrei potuto esser più abile...