domenica, 10 giugno 2007

Dragon Days

Nei giorni del Drago, il mio kimono sfiora la polvere di Nagasaki.

Decorazioni ovunque.

Strade splendidamente illuminate.

Nell’aria fresca della sera, godo d’ogni passo.

D’ogni respiro.

E non capisco perché la bomba continui a esplodere nella mia mente.

 

Sorrido al primo che m’invita ad aprire le danze.

Per poi accompagnarmi al buffet.

Sorrido.

Ma solo perché la guerra m’ha tolto ogni cosa.

E non mi resta altro che trovar marito.

 

 

Non sono io quella che ride/

Ride il vino che ho bevuto/

 

 

Il mandorlo è in fiore.

Il ciliegio invece ancora stenta.

Eppure il suo profumo mi ricorda che è grande il mondo  fuori dalla mia finestra.

 

Ma devo ancora preparare il tè.

E spolverare il salotto buono.

Nostro figlio nascerà in autunno:

sono d’oro le sbarre della mia prigione.

 

Non sono io quella che canta/

Canta il fiore che ho guardato/

 

 

S’aspettavano una vedova inconsolabile.

Non avevo il cuore di deluderli.

Per prima cosa, ho lottato per annientare

quel sorriso che nasceva.

Poi ho stretto molte mani.

E incontrato molti sguardi.

Il tutto, senza smettere di sospirare.

Che fatica!

 

Ma ora è ancor più grande il mondo fuori dalla mia finestra.

Questo amo ripetermi.

Mentre guardo il mio nuovo passaporto americano.

 

Non sono io quella che piange/

Piange forse il mio defunto amore?/