domenica, 10 giugno 2007

love you

I rintocchi dell’orologio a pendolo mi fanno trasalire.

Il gatto mi fissa. Poi ricomincia a dormire, indisturbato.

Io non vorrei, ma ormai ho deciso.

E poi…quella canottiera unta, i sottaceti rotolati sotto l’ascella destra, quei frammenti di uovo sodo sparsi  sui jeans all’altezza delle parti intime, il respiro rumoroso del più profondo dei sonni.

Io non vorrei, ma lo voglio: quest’uomo deve sparire dalla mia vita.

E poi…ho preparato tutto con cura: il coltello affilato dall’arrotino, la valigia grande che mi ha prestato la mamma, il furgone della lavanderia parcheggiato di sotto.

Avanzo con passo felpato, grazie alle pantofole in spugna dell’ Ikea.

Prendo la mira, anche se quella grossa pancia che ondeggia non facilita certo le cose.

Poi, alzo le braccia,  le tendo il più possibile, come quando faccio stretching all’associazione delle casalinghe.

Ecco, il momento tanto atteso….eccolo…il momento….il momento di colpire…

“Etciù!!!! Ehi, ma che fai lì impalata? E quel coltello? Che, dai la caccia alle zanzare? Levami ‘sti sottaceti, va….e non comprarli più al gusto peperoncino, neh! Che ora, per colpa tua, mi pizzica l’ascella!!”

“Oh, amore…che sciocca, scusa! Niente più peperoncino….”

No.

La prossima volta baby, cianuro only