lunedì, 11 giugno 2007

After dark, my sweet...



Mi sveglia un sole pigro, mi pettina un soffio di vento. 

C'è chi spinge, chi pesta i piedi, ma io non ho paura.

Mi stringo nella giacca, che c'è ancora freddo, poi ..avanti per la mia strada. 

Muso duro, non mi fermo per salutare, non ricambio  cenni  nè   baci mandati da lontano. 

Una allunga la mano, mi tocca, ma  neanche la guardo.

Avanti, avanti per la mia strada: il cortile oggi è solo mio.

E finalmente, poi,  la vedo:  impettita, seria, pronta a dare addosso alle altre detenute.

Quanto le dona il blu dell'uniforme.

Vorrei dirglielo.

Lo vorrei tanto.

E forse lei me lo legge negli occhi:  con dolcezza prende il manganello e m'allontana.

 Ma prima,  sussurra: "After dark, my sweet..."