martedì, 19 giugno 2007

Last Travel


Si usa ancora così, da queste parti:come ai bei vecchi tempi andati.
La scivolosa stretta  di mano.
La pacca sulla spalla, sonora come un ceffone.
La targhetta che recita: all'impiegato migliore.
-Paskowsky, i miei complimenti! Sei riuscita a vendere più bare con i fiordalisi d' ebano tu, che mio nonno buonanima, il nostro glorioso fondatore!! E quelle son bare costose, costosissime! Tiè, questa è per te: vero ottone, nè! Ma te la sei meritata!
Si usa ancora così da queste parti.
La targhetta sembra sudare anche lei, e quasi scappa via dal palmo spalancato.
Tra un complimento e l'altro, mi arriva qualche spruzzo di saliva del titolare. Ed è un onore, veramente.
Ma non so neppure io come ci sono riuscita e mi stringo nelle spalle, vergognosa.
-Grazie, grazie..proprio non saprei...
La targhetta, poi, l'appoggio subito sulla scrivania.
La metto proprio lì, dove c'è quel buco gruviera, stando ben attenta a non coprire  nessun santino.
E tantomeno il crocifisso. Mioddio no.
-Che dire..
Non so neppure io come ci sono  riuscita.
Ho abbracciato  la signora, quella con le sopracciglia disegnate col rossetto, per errore.
Ho stretto la mano alla ragazza, quella col cane in borsetta, l'ho stretta a lungo, e con trasporto.
Ho sentito la solitudine di quel signore, il pelato, sì lui...quello con l'alito pestilenziale.
Ho trattato ogni ultimo viaggio come se fosse il primo, e l'unico.
Si usa ancora così da queste parti. E queste sì, che son soddisfazioni.
Specie se la vicina fa gli scongiuri  rivolta al tuo zerbino,  il latte è scaduto da tre giorni, e un bambino piange, al tuo passaggio...