Di come è bello fare...
Lontano dagli schemi, a miglaia di chilometri dalla logica e dalla razionalità.
Detesto la maglia di filo che si impiglia nella porta di casa.
Insomma, restare incastrata mi dà sui nervi.
Ma è quel che spesso succede. E che mi accadde anche quella sera.
Pioggia e vento, manto stradale ridotto ad un colabrodo.
E in giro, nemmeno un cane.
Niente parolacce, dico sempre ai bambini, ma quella sera dalle mie labbra screpolate di cattive parole ne uscivano, eccome.
L'una tirava l'altra, in rima, per assonanza. Avevo paura. Ed avere paura mi dà sui nervi.
Ma è quel che spesso succede. E che mi accadde anche quella sera.
Perchè bastò un attimo. E la mia bocca smise la danza della bestemmia, e la mia fronte picchiò con violenza sul cruscotto.
Oddio, per nascondere un livido non basta un litro di fondotinta, oddio, ma cos'è stato?
Ed ecco un paio di braccia magre tese verso l'alto, per sfiorare la pioggia.
E dieci dita che cercavano d'afferare le gocce, una per una.
Una bocca che s'apriva e si chiudeva ad un ritmo lento, come per meglio gustare l'acqua che veniva giù.
Cosa ci fai qui in mezzo alla strada? Stai bene?
La mia voce risuonò più volte.
Poi due occhi mi guardarono di sbieco, indifferenti.
Amo il sapore della pioggia, mi rispose la donna, finalmente.
Un paio di braccia tese verso l'alto.
E dieci dita che cercavano di afferrare le gocce, una per una.
Fradice, incuranti. Eppure forti, libere, e così vive.
Restare incastrata mi dà sui nervi. Ma è quel che spesso succede.
E che mi accadde anche quella sera.
Perchè per folle che fosse, io proprio non riuscivo a staccare gli occhi da lei...







