martedì, 03 luglio 2007

Se non ti fa paura




Liberamente ispirato a  "Il giardino dei Finzi-Contini", un romanzo delicato e bellissimo, che ha come sfondo le persecuzioni anti-semite dell'Italietta fascista, ma che parla di tutt'altri tormenti. Liberamente dedicato a Micol Finzi-Contini, la ragazza più  tosta del mondo, che se fosse ancora viva...quanti ancora ne farebbe ballare.




I rabbini della mia vita?
Li distinguo dai percorsi delle rughe, dalla profondità delle zampe di gallina, dalla lunghezza della barba.
Quello della sinagoga di Ferrara poi, lo ricordo anche per le dita palmate.
Magicamente fuse insieme,  fredde e lunghe, sulla mia guancia.
Ne avevo una paura fottuta.
E quando durante la funzione, per i figli arrivava il momento di  mettersi sotto il mantello dei padri, io avrei voluto rimaner lì, per sempre. E contare i capelli di mio padre, e pizzicare a sangue mio fratello, e  annusare la colonia più buona del mondo.
Ma il momento di lasciare il nido arriva sempre, puntuale.
Poco dopo eravamo di nuovo fuori, nudi nonostante gli abiti costosi.
Mio padre diceva non ti curare di loro. Diceva non rispondere, non ci pensare, a loro gli ebrei non piacciono. Diceva va'a casa, corri. Diceva siamo ebrei e allora, cosa vuoi fare?
Ma io non lo ascoltavo nemmeno.
E se chiudo gli occhi, ancora mi rivedo.
Io, qualche passo in avanti.
Io, che mi giro e prendo un sasso.
Io, che lo lancio, dritto, davanti a me, con tutta la forza.
Io, che centro in pieno il figlio del gerarca.
È un sabato d'estate, tutti i ragazzini sono in giro.
Ma so che papà non era arrabbiato con me.
Quando quella stessa sera i fascisti lo vennero a prendere, mi sfiorò  la guancia.
Mi fece l'occhietto.
Mi disse guarda pure, se non ti fa paura.
Mi disse tanto prima o poi  poi  ritorno.
Ed io, adesso,  ho più rughe di un rabbino. Eppure, ancora l'aspetto..