venerdì, 20 luglio 2007

Skinny

Quando è necessario essere crudi.  Addirittura, crudeli.  In quei momenti, sembra che io non manchi all'appello. Sarà quello che ho vissuto. Sarà che ho imparato che è meglio non nascondere, non adornare. Ma parlare. E dirla com'è. 
Non è una dote. Ma un bisogno.
A volte, persino  una maledizione..




Skinny
 

Era perfetta, mi son detta, quando ho cominciato a svestirla.

 Magrissima. Fragile. Perfetta.

L'altra infermiera l'ha girata sul fianco, le ha sfiorato le costole sporgenti, senza guardarla neppure.

E poi.

 Ha cominciato a recitarmi la ricetta della crema di carciofi.

Io le ho sorriso, e  ho finto interesse: sono nuova qui.  Voglio fare una buona impressione.

Ma ho continuato a dirmi che  lei era bellissima, mentre le sfilavamo il camice, e le sfioravamo i capelli, e le braccia sottili.

L'altra infermiera le ha afferrato le caviglie, diafane e magre,  senza guardarle neppure. E poi. Ha cominciato a recitarmi gli ultimi pettegolezzi: quelli sul primario e la capoinfermiera.

Io le ho sorriso e ho finto sorpresa. Sono nuova qui. Voglio fare una buona impressione.

Ma ho continuato a dirmi che lei era bellissima, mentre le tenevo la testa, e le infilavo l’ultimo vestito.

Forse ho indugiato troppo.

-Perchè la fissi?

Io sorrido, e mi confondo.

-Non la compiangere. Questa qui ha smesso di mangiare. L'ha voluto lei...

Io sorrido, e non rispondo.

Voglio fare una buona impressione.

Voglio che mi vogliano bene.

Ma lei era bellissima, ho continuato a dirmi...