lunedì, 23 luglio 2007

My past is a foreign land

Partire è un po' come morire. Chi l'ha detto? Ogni volta che parto, e che poi torno...ogni volta è come ricevere una spinta. Di quelle che ti prendono di sorpresa, e poi ti sbattono a terra. Sarà il caldo senza appello, saranno i miei concittadini e la loro espressione da metronotte , feroci e smarriti.
Sarà, sarà..
Comunque,  ci si rialza sempre. Ed è questo che un po' sorprende. Ci si rialza.
Sempre.




Ho provato a contarle, le gocce di sudore. Una, due , tre, dieci , cento.
Ho provato a rialzare la testa. Una, due, tre, dieci, cento volte.
Ed è stato allora che ho incontrato i suoi occhi, una volta soltanto.
Ma mi sono sfuggiti subito.
Impauriti. O vergognosi.
Non ho capito bene, no...occupata com'ero ad asciugarmi la fronte, a contare le gocce, a osservare. Il tempo che passa, e il sole che mi prende alle spalle.
Ho provato a rialzare la testa.
Che si è fatta pesante.
Che ha ripreso a girare.
Ho teso una mano. Una, due, tre, dieci,  cento volte.
Ma mi sono pentita subito.
A che serve, perchè..mi sono detta. Una, due, tre, dieci, cento volte.
Ho teso una mano.
Ed è stato allora che ho incontrato la tua..