Angela

Questo avrebbe dovuto essere scritto qualche giorno fa. Poi il tempo è passato. E ho allontanato il pensiero,il ricordo. L'ho scacciato, come si fa con una mosca, o una zanzara fastidiosa. Ed ho vissuto, ho fatto altro. Perchè è giusto così. Ma questo resta sempre.
Angela. Io non ti voglio dimenticare, non voglio.
It's so easy to leave me
all alone with the memory
of my days in the sun.
(B. Streisand, Memory)
La mano è sudata, quasi liquida.
Ma è gentile.
Così gentile che le scosta i capelli dagli occhi, e le sistema i ricci scomposti, e le accarezza le guance.
E poi, di nuovo, le sfiora gli occhi. Che sono chiusi.
Ma non cerca di scuoterla, nè di risvegliarla.
Sarebbe inutile.
La mano la sfiora, e basta.
L'accarezza, e basta.
La lascia dormire.
Le canta qualcosa.
Le racconta.
Ma non sa spiegare.
È tutto inutile,
Perchè poi arriva il momento, ed arriva sempre.
E allora la mano si apre, gentile.
Afferra il lenzuolo bianco che qualcuno le ha passato.
E le canta qualcosa.
E l'accarezza.
E la lascia.
Dormire.







