sabato, 29 dicembre 2007

Wedding day?

Ieri un'amica mi raccontava di una lite. Lite scoppiata per la data del suo matrimonio.
-Tu, tu come ti permetti? Tu... ti sposi a ridosso delle mia nozze!! , le ha urlato un'ex compagna di giochi, che evidentemente aveva venduto l'esclusiva del suo giorno più bello a riviste del calibro di "Sposa oggi", "Scappa finchè sei in tempo" e " Dietro l'altare".
La mia amica non s'è lasciata troppo scomporre.
La data è decisa, e non verrà cambiata, anche se è a "ridosso" dell'altro wedding day del palazzo.
E la compagna di giochi le ha ormai messo il muso, e ha strappato la partecipazione indirizzata a lei.
Ora.
Io ho evitato tutto questo.
Io faccio la PACS.
La Dico.
O come è che si chiamano quelli non sposati, che vivono con la propria metà.
Perchè io non lo so, com'è che mi chiamo. Se qualche diritto ce l'ho. E mentre m'informo, quasi quasi lancio un sondaggio: " Matrimonio o convivenza?".
Sì, sì, lo so.
Non vi tocca.
Non vi frega niente.
In realtà vorreste sapere di che colore è la mia cucina, e cos'altro ha combinato la moglie di Lamberto ,perchè il marito invece di farsi un lifting è così occupato a fare braccio di ferro col governo.  L'indulto mi pare sia già legale. Cos'altro serve? Mah.
Comunque la cucina è rossa e bianca.
E molto japanese-style, sì...

martedì, 25 dicembre 2007

The Pretender

Che bella, l'apparizione natalizia della cugina dai colpi di sole da mezzaetà.
Boccoli stirati che ormai non si vedono più, lavoro in banca ottenuto dietro raccomandazione, casa a Roma e tante, tante lamentele.
La vita della mia famiglia è così dura, con tutto quello che ogni giorno ci tocca affrontare, che proprio no, non posso anche sentirmi le geremiadi di questa privilegiata.  Insipide, e rimescolate come una sbobba che mi vedo sempre ribollire davanti.
Il Natale non cancella niente. Nemmeno i legami di sangue che non vuoi.
E il sorriso ipocrita non viene più via, dopo che ti sei fatta il botox.
E io non sono più buona.
Macchè. Io non sono una pretender.
Non fingo niente.
E a tutte le presenze indesiderate della mia vita, dico: sparite.
Sparite per sempre.
A Natale, sopratutto.
(e tanto per restare in argomento... Babbo, grazie per i regali)
(tanti balocchi e profumi per me)
(però..ti sei scordato una cosa, Babbo...)
(...la band pop-rock di cui io diventerò la cantante solista!)
(ti costerebbe tanto appuntartelo su quella caxxo di Moleskine? )
(Mi censuro, ma giusto perchè è Natale...)
(Di nuovo, tanti auguri...)

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martedì, 18 dicembre 2007

Vendetta

Oggi ho trascinato il mio pc portatile a scuola.
 Al mio alunno autistico-psicotico è piaciuto. E lo so, perchè lo ha leccato. Se lecca qualcosa, vuol dire che gli piace. Gli piace la scuola, perchè ne lecca le pareti. Nuova stanza, nuova leccata.  Ha leccato la schermata con Word, perchè Word Art gli stava simpatico. Ma anche quella di Excel perchè gli ha permesso di fare la radice quadrata di 76895.
I suoi compagni di classe però, quelli non li lecca.
Professorè, avete portato il portatile....mò diventa un'arma per Salvatore! Mò lo rompe, lui rompe tutto! ha detto un ragazzino alto, coi capelli a spazzola, da fulminato.
E Salvatore non solo non l'ha leccato, ma è scappato, correndo  per la scuola.
Offeso, disorientato.
Non posso continuare in classe con il ragazzino, perchè i compagni lo provocano, vado fuori, ho detto alla collega di matematica.
La quale, è scattata su come una serpe, urlandomi contro, umiliandomi davanti a tutti i ragazzi.
Lo provocano? Chi lo provoca? Chi ha parlato, indicamelo! Ma come ti permetti?? Io li devo difendere! Li devo difendere! Tutta colpa di Salvatore!
Quando vedo una persona fuori di sè, la lascio sfogare.
Sono cresciuta con un padre con problemi di discontrollo e attacchi di rabbia, so che la rabbia va sputata fuori sul primo che capita.
Va bene, mi sarò sbagliata. Ciao., le faccio.
Guarda, questo l'ho portato a Salvatore, forse è troppo semplice...
Sì, sì. Va bene. Ciao.
Calma, e sangue freddo. Per poi inseguire  Salvatore per la scuola, portarlo nell'aula del sostegno.
E mostrargli il portatile.
Prima una leccatina, poi lo si usa.
Una volta ho buttato l'acqua sul cellulare di un'altra professoressa dolce come te, lo sai... Vera?
Savio, il pc mi serve intero! Sano e salvo!
Stiamo qui, Vera...perchè io ho paura della prof  di matematica!
E c'hai ragione, tesoro. La tua professoressa ha bisogno di sostegno, più di te.
Ma non preoccuparti, honey. Stiamo qui.
Incassiamo, per ora.
Poi compriamo il panettone. Scartiamo i regali. Respiriamo un'aria di bontà. Facciamo il presepe vivente, sì, sì.
Intanto, penso a tutto io.
E mi riferisco all'ideazione di dieci modi per impalare la tua prof, eh...

venerdì, 14 dicembre 2007

Burst of cynism

  • Perchè la voce registrata della signorina del call center del Ministero del Tesoro ha l'accento romanesco, e sembra che sospiri perchè le stai rompendo gli zebedei? Eh sì che stamattina ho chiamato piuttosto prestino, per chiedere perchè mai non trovo i miei bei 60 euro di tredicesima...e soprattutto per domandare se lo stipendio di Novembre me lo depositeranno direttamente nella calza della Befana. Ho chiamato prestino, sì. La prego...signorina del Ministero, mi scusi. Ma la prossima volta le offro un piatto di amatriciana a colazione. Non si sa mai che si svegli, eh...
  • Incontri scuola-famiglia, oggi pomeriggio. Io li odio. Nessuno vuole mai parlare con gli insegnanti di sostegno. Forse abbiamo i canini di Dracula, e non lo sappiamo. Forse portiamo sfiga, secondo una leggenda metropolitana. E comunque, i genitori dei bambini disabili quando si presentano (armati d'aglio e crocifisso) di solito negano tutto. Mio figlio ha una patologia? Nuoooo! Davvero? Mio figlio dovrebbe vedere un terapeuta? E cos'è un terapeuta? Quello da cui si va per fare una liposuzione? Guardi, a me i glutei di mio figlio sembrano tonici, e poi mi risulta che il mio bambino sia la terza reincarnazione di Einsten avvenuta al di sopra dell'equatore. Mi saluti il terapeuta. Mio figlio va benissimo. Sta benissimo. Non abbiamo fatto il remake de La Casa nella Prateria soltanto perchè non eravamo d'accordo col cachet. Troppo basso, cazzarola.
  • In classe, insieme al bambino  depresso (con tendenze berlusconiane), c'è questa bambina. Le ho corretto un presente progressivo inglese che avrebbe fatto rivoltare mio zio Edward nella tomba....e oh God, non l'avessi mai fatto. "Professoressa, ma perchè sei seduta vicino a me? Stai facendo una 'finzione'? Stai fingendo di aiutare anche me così Lorenzo (il bambino disabile) accetterà più facilmente il tuo aiuto, senza sentirsi diverso? La prof di matematica ci ha detto che TU FAI FINTA." Io non fingo di darti una mano , honey. Ma lungi da me spiegarti una mazza, da oggi in poi. Godrò dei tuoi errori in inglese, lingua dei miei avi... come tu godi della disgrafia del tuo compagno di classe. Godrò anche quel giorno in cui, passandoti la piastra per farti quel tuo capello frisée....Diego Della Palma ti apparirà e la piastra prenderà fuoco. Perchè se gli insegnanti di sostegno portano sfiga, che almeno inizino a farlo seriamente. Con tutti i crisantemi. Pardon, crismi....

lunedì, 01 ottobre 2007

The Grattata

"Mannaggia! Chest' è n'ata! Nun vec  l'ora che 'sta storia fernesc!"
(trad: Mannaggia. Questa è un'altra! Non vedo l'ora che questa storia finisca!")
Così mi ha accolto stamattina il segretario di un liceo sociopiscopedagogico napoletano, presso il quale mi sono presentata per chiedere chiarimenti.
Cosa è successo?
Perchè mai ho disturbato quest'uomo, svegliandolo dal suo sonno?
Beh.. sul meraviglioso sito del Ministro Fiorazzo, ovvero sul portale della Pubblica Istruzione, hanno pensato bene di non inserire un'abilitazione di cui sono in possesso...perchè ovviamente, anni di studio e soldi, nulla sono per loro.
E per il segretario. Che però eccelle nell'arte antica della grattata d'orecchio con la penna.
Arte complessa, d'antica sapienza ed equilibrio: assai difficile è centrare perfettamente l'orecchio con la punta della bic, grattare a fondo....ma non lasciare macchie d'inchiostro!
Potrei mai fare lo stesso, e con altrettanta precisione??
No, no. Giammai.
Ecco perchè non sono un dipendente pubblico.