Pensieri sparsi (perchè di più, con 'sto caldo, non si può pretendere)
andate a farvi fottere
"Se", di Rudyard Kipling.
Un tizio baffutto, vissuto nell'Ottocento.
Me l'hanno insegnata, quella poesia, le mie maestre psicotiche.
Un ammasso di parole da imparare a memoria. Le dovresti dimenticare però, le vecchie poesie, man mano che il tempo passa. Invece no. Invece a me questa m'è rimasta da qualche parte, nel cervello: non riesco a darle lo sfratto e spesso e volentieri ritorna da me.
Se riuscirai a riempire l’attimo inesorabile
e a dar valore a ognuno dei suoi sessanta secondi
E cosa vogliano da me queste parole, proprio non lo so.
Le scaccio, come se fossero delle mosche. E mi dico che sì, in qualche modo quel cazzo di attimo inesorabile io lo riempio.
Pulisco la lettiera del gatto.
Spolvero qua e là, facendo finta di non vedere gli angoli più scomodi.
Lavo i pavimenti perchè, che ci posso fare, adoro sniffare il Rio Casa Mia.
Ma poi, effettivamente, mi sembra che il tempo mi sfugga.
La mia creatività dà encefalogramma piatto, non riesco più a leggere un libro per intero, mi sento pigra e stanca,il mondo che mi circonda mi dà la nausea.
E sì, non riesco a vivere appieno il mio tempo.
Che poi, nessuno me lo ridà. Che mica lo posso mettere in banca, e farmelo restituire con gli interessi. Mica posso vedere cosa si può fare, coi miei minuti, al Banco dei Pegni.
Vita, vitalità, saltatemi addosso!
E non costringetemi a mangiare yogurt probiotici o ad ingurgitare bibitoni con le fibre.
Non è il mio intestino ad aver perso smalto...










E sì, questo è tutto il tacco che potrei riuscire a portare.



...La 
Poi, pian piano, faccio pace coi miei capelli e gradualmente riacquisto il dono della vista.

